Alessandro Del Piero nasce a Conegliano, in Veneto, il 9 novembre 1974. Sin da bambino dimostra una passione fuori dal comune per il calcio, giocando per ore nei campetti della sua città e mettendo in mostra una naturalezza tecnica che lo distingueva dagli altri coetanei. Cresciuto nelle giovanili del San Vendemiano e successivamente del Padova, mette subito in evidenza qualità rare: controllo di palla elegante, dribbling rapido, intelligenza tattica e soprattutto un destro capace di traiettorie uniche.
Il Padova fu la sua prima vera vetrina professionale. In Serie B, pur essendo ancora molto giovane, mostrò lampi di talento che convinsero la Juventus a puntare su di lui. A soli 19 anni, nel 1993, Del Piero approda a Torino, iniziando un legame indissolubile con la squadra bianconera che durerà quasi vent’anni.
L’arrivo alla Juventus: l’inizio della leggenda
Il debutto in Serie A con la Juventus avvenne il 12 settembre 1993, contro il Foggia. Pochi giorni dopo, segnò la sua prima rete con la maglia bianconera contro la Reggiana. Quello fu soltanto l’inizio di un percorso straordinario.
Nella Juventus degli anni ’90, allenata da Giovanni Trapattoni prima e da Marcello Lippi poi, Del Piero si inserì in un contesto ricco di campioni: Vialli, Ravanelli, Baggio, Zidane. Nonostante la concorrenza altissima, conquistò spazio e fiducia, mostrando freddezza e maturità non comuni per la sua età.
Gianni Agnelli, storico presidente onorario della Juventus, gli affibbiò il soprannome di “Pinturicchio”, paragonandolo a Raffaello, in contrapposizione al “Michelangelo” Roberto Baggio. Un appellativo che sintetizzava alla perfezione la sua eleganza in campo.
Le caratteristiche tecniche: un’arte calcistica
Il celebre “gol alla Del Piero”
Il marchio di fabbrica di Del Piero era il tiro a giro sul secondo palo, eseguito dall’angolo sinistro dell’area di rigore. Una parabola morbida, precisa e imparabile, che ha incantato milioni di tifosi e fatto disperare decine di portieri. Questo gesto tecnico divenne talmente iconico da prendere il nome di “gol alla Del Piero”, un esempio perfetto di come il talento possa trasformarsi in arte.
Dribbling, controllo e visione di gioco
Oltre al tiro, Del Piero possedeva un dribbling secco e un controllo palla raffinato, che gli permettevano di superare gli avversari con naturalezza. Non era solo un finalizzatore, ma anche un rifinitore: la sua visione di gioco gli consentiva di servire assist preziosi ai compagni, rendendolo un attaccante completo, moderno e adattabile a diversi schemi tattici.
Un giocatore polivalente
Nel corso della sua carriera, Del Piero ricoprì più ruoli: seconda punta, trequartista, esterno offensivo e persino centravanti in alcune circostanze. Questa duttilità gli permise di essere sempre utile alla squadra, indipendentemente dal modulo adottato dall’allenatore. La sua intelligenza tattica, unita alla tecnica sopraffina, lo rese un giocatore unico.
I successi con la Juventus
Con la Juventus, Del Piero ha vinto praticamente tutto. Il suo palmarès include sei scudetti conquistati sul campo, una Champions League nel 1996, una Coppa Intercontinentale, quattro Supercoppe italiane e numerosi altri trofei.
La Champions del 1996, vinta contro l’Ajax ai rigori, rappresentò uno dei momenti più alti della sua carriera europea. In quelle stagioni Del Piero fu protagonista assoluto anche nelle notti di Champions, segnando gol pesanti e diventando un simbolo per i tifosi bianconeri.
Nonostante alcuni gravi infortuni, tra cui quello al ginocchio nel 1998, riuscì sempre a rialzarsi con determinazione, confermando la sua forza mentale e il suo attaccamento alla maglia.
La fedeltà nei momenti difficili
Uno degli aspetti che più hanno reso Del Piero una leggenda è la sua fedeltà. Dopo lo scandalo Calciopoli e la retrocessione della Juventus in Serie B nel 2006, molti campioni scelsero di lasciare la squadra. Del Piero no: rimase, da capitano, guidando i bianconeri al ritorno immediato in Serie A.
In quella stagione, da leader, fu capocannoniere del campionato cadetto e simbolo di orgoglio per milioni di tifosi. La sua scelta di restare nella tempesta rafforzò ancora di più il legame con i sostenitori juventini, che lo considerarono una vera “bandiera”.
Del Piero e la Nazionale italiana
In azzurro, Del Piero ha vissuto gioie e delusioni. Dopo un’ottima esperienza a Euro 2000, con il gol contro la Germania, il momento più alto arrivò nel 2006. Nel Mondiale di Germania, segnò la rete decisiva nella semifinale contro i padroni di casa: un contropiede perfetto, chiuso con un destro sotto l’incrocio che regalò all’Italia la finale, poi vinta ai rigori contro la Francia.
Quell’esultanza con le braccia al cielo resta una delle immagini più memorabili del calcio italiano, simbolo di un campione che seppe farsi trovare pronto quando la squadra aveva più bisogno.
Record e curiosità
- Miglior marcatore della storia della Juventus con oltre 290 gol ufficiali.
- Più di 700 presenze con la maglia bianconera.
- Gol segnati in tre decenni diversi di Serie A.
- Vincitore del Pallone d’Argento e inserito in diverse classifiche dei migliori calciatori del mondo.
- Dopo l’addio alla Juventus nel 2012, ha giocato nel Sydney FC e in India, continuando a regalare emozioni anche fuori dall’Europa.
Oltre il campo: il Del Piero uomo
Dopo il ritiro, Del Piero ha mantenuto intatta la sua immagine di uomo elegante e rispettoso. Ha intrapreso attività imprenditoriali, ha aperto un ristorante a Los Angeles e collabora come commentatore televisivo. La sua figura resta legata al calcio non solo per i gol e i trofei, ma anche per il suo comportamento sempre corretto, sia dentro che fuori dal campo.
Un’eredità che non sfiorisce
Alessandro Del Piero non è soltanto un ex calciatore: è un simbolo di lealtà, classe e amore per il calcio. La sua carriera è un manuale di professionalità, un esempio per i giovani che sognano di diventare calciatori e una fonte di orgoglio per i tifosi che lo hanno ammirato.
Il suo nome rimane scolpito nella storia del calcio mondiale, e il suo “gol alla Del Piero” è una firma eterna che nessuno potrà mai cancellare.
Il mito che vive ancora
La magia di Del Piero non appartiene solo al passato: rivive in ogni partita ricordata, in ogni video che circola sui social e in ogni tifoso che racconta ai più giovani cosa significasse vederlo in campo. È questa la vera eredità dei campioni: non si limitano a segnare gol, ma lasciano un segno indelebile nella memoria collettiva.
Alessandro Del Piero, con la sua classe eterna, non è solo parte della storia della Juventus e del calcio italiano: è un’icona senza tempo, destinata a rimanere viva per sempre.
